 Appendice
| Commento dell’autore: Exendin-4 (EXENATIDE) costituisce un elemento nel VELENO dell’Heloderma suspectum (Biblio.1). |
DIABETE MELLITO
Il mostro che aiuta
Da una proteina prodotta da un rettile si produce un antidiabetico naturale
Ali di pipistrello, zampe di rospo, baffi di gatto, denti di serpente e code di lucertola... sono questi i classici ingredienti
delle pozioni magiche che si leggono nelle favole, preparate dalle streghe per fare sortilegi.
Ma la realtà è spesso più stupefacente della fantasia. Infatti è proprio un grosso
lucertolone, lungo un metro e mezzo, che vive nel deserto dell'Arizona, a dare una mano ai
ricercatori nel campo del diabete mellito per trovare un nuovo farmaco utile nella terapia di questa diffusissima malattia.
Il nostro eroe si chiama Gita Monster ed a vederlo è proprio orribile, insomma
un vero mostro di nome e di fatto. Per saperne di più abbiamo intervistato il
prof. Carlo Maria Rotella, docente di endocrinologia dell'Università di Firenze,
che è un esperto in questo settore in quanto il suo gruppo di ricerca sta
conducendo studi sulla proteina prodotta dal "mostro".
Professore, ci può spiegare che relazione c'è tra il Gila Monster e la terapia del diabete?
Questo lucertolone vive nel deserto e si nutre di piccoli roditori, ma la sua
caratteristica è che mangia solo due o tre volte all'anno.
Quando deve assimilare il pasto attiva il suo metabolismo, che normalmente è
allo stato di riposo, e per far questo produce una piccola proteina che si
chiama Extendin-4.
La struttura molecolare di questa proteina è quasi identica (differisce per un
solo aminoacido) ad un ormone prodotto normalmente dall'uomo in risposta al
pasto, che si chiama GLP-1 e che ha una potente azione antidiabetica
naturale. Il GLP-1 viene rapidamente inattivato, quando è in circolo, per cui la
sua azione dura una decina di minuti.
Al contrario l'Extendin-4 è molto più resistente all'inattivazione, resta in circolo
per circa sei ore, ed ha un'azione del tutto uguale al GLP-1 umano; ecco
perché l'Extendin-4 può essere proposta come farmaco antidiabetico.
In quali tipi di pazienti diabetici può trovare la sua applicazione questo nuovo farmaco?
Nei pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2 che non riusciamo a tenere in
buon controllo con gli antidiabetici orali.
Adesso questi pazienti devono passare alla terapia insulinica, in un prossimo
futuro, quando il farmaco avrà finito la sperimentazione clinica, potremo
trattarli con la nuova molecola, ritardando o evitando l'utilizzazione
dell'insulina.
Questo farmaco può essere somministrato per bocca?
Come tutte le sostanze di natura proteica (peraltro come l'insulina) va iniettato sottocute,
ma rispetto all'insulina ha il vantaggio di richiedere solo due somministrazioni al giorno e di non
avere bisogno di continue misurazioni della glicemia capillare per aggiustare la dose, come dobbiamo
fare in corso di terapia insulinica. La qualità della vita del paziente viene così migliorata significativamente.
A che punto è la sperimentazione e quando è prevedibile l'entrata in commercio?
Siamo già in fase terza (l'ultima prima della richiesta di approvazione), infatti
in tutto il mondo sono in corso diversi studi controllati, randomizzati, in doppio cieco contro placebo.
Studi cioè molto seri, che sono disegnati per essere conformi alle regole della medicina basata sulle evidenze.
Se non ci sono problemi inattesi si può prevedere l'introduzione in commercio tra circa due anni.
Cosa ci può dire degli effetti collaterali del nuovo farmaco?
Poco frequenti, di scarso rilievo, non pericolosi e reversibili. Principalmente nausea, ma i nostri pazienti
attualmente trattati con antidiabetici orali sanno che la nausea può essere, anche se raramente, prodotta anche da
questi farmaci. Niente di nuovo, quindi.
Buone prospettive dunque per i nostri amici affetti da diabete mellito di tipo 2, ma ricordiamoci che la migliore
cura per questa forma di diabete continua ad essere la dieta e l'esercizio fisico costante, e questo continuerà
ad essere vero anche dopo l'introduzione del nuovo farmaco.
© Alma Valente Unicoop Firenze Informatore Ottobre 2004 |
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In arrivo nuovo farmaco antidiabetico
Il nuovo farmaco antidiabetico è stato ricavato dalla saliva di una delle più grandi lucertole del mondo
"Gila Monster" che si trova nel sud ovest degli Stati Uniti. Il farmaco in questione ha da poco ottenuto
l'autorizzazione da parte della Food and Drug Admimstration (Fda) statunitense. La Fda ha infatti approvato la nuova
molecola, chiamata Exenatide. come cura per ottimizzare il controllo glicemico in pazienti con diabete di tipo 2,
che non hanno conseguito un controllo appropriato con due antidiabetici orali di uso comune.
Il nuovo antidiabetico arriverà nelle farmacie degli Stati Uniti entro I'1 giugno 2005 e rappresenta il primo di
una nuova classe di farmaci, gli incretinomimetici Nel corso della sperimentazione clinica, Exenatide ha dimostrato
di migliorare il controllo glicemico ed è stato provato che svolge questo effetto in modi diversi, tra i quali la
stimolazione Ideila secrezione insulinica solo quando la iglicemia è alta ristabilendo l'attività delle cellule I
pancreatiche che generano insulina (le cellule beta). La maggior parte dei pazienti che ha preso parte agli studi
clinici ha anche mostrato un notevole calo di peso.
"Tutti gli studi condotti fino ad oggi hanno dimostrato come Exenatide produca un vantaggio aggiuntivo
rispetto ai farmaci normalmente utilizzati sia da un punto di vista qualitativo sia quantitativo - ha dichiarato
Francesco Giorgino, Ordinano di endocrinologia e malattie del metabolismo dell'Università' di Bari - Se aggiunto
lai tradizionali farmaci orali, che si rivelano limitati nel controllo della patologia, Exenatide permette di
superare il limite e avvicinare alla norma i valori di glicemia e, soprattutto, di emoglobina glicosilata
Riproducendo l'azione di un ormone presente nell'organismo, il GLP-1, gli incretinomimetici,
inoltre, agiscono sulle cellule beta in maniera totalmente naturale. Al contrario di altri farmaci ha concluso
Giorgino - Exenatide garantisce in questo modo una protezione a lungo termine della funzionalita' delle cellule
pancreatiche", "Non siamo di fronte a un altro farmaco per il trattamento del diabete, ma ad un diverso farmaco la
cui azione non solo di protezione ma anche di rigenerazione delle cellule beta rende potenzialmente reversibile una
patologia che si sta diffondendo a macchia d'olio", ha aggiunto Francesco Dotta, direttore dell'Unita'
Operativa di diabetologia dell'Università di Siena. La sua azione, ha sottolineato, "segue i processi fisiologici
dell'organismo e questo porta tra i vantaggi anche quello di stimolare la produzione
di insulina solo se necessario e quindi di controllare piu efficacemente il peso".
© www.clicmedicina.it anno II - no.17 - 13.05.2005 Pagine Nazionali |
“Sophie” appare nel Film TV : “Mary Can Whitch” |
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